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Cosa è l’Italia di oggi rispetto
al paese di dieci/quindici anni fa?
Che fine hanno fatto le decine di migliaia di lavoratori espulsi, in questo
arco di tempo, dalla grande industria?
Come si guadagnano da vivere gli italiani oggi rispetto a dieci anni fa’?
Come è composta la famiglia ai nostri giorni, e quali beni e consumi
la caratterizzano?
Quali sono, ove esistano, i valori etici e morali in cui la larga maggioranza
degli italiani si riconosce?
Qual è il suo grado di dinamismo nell’agone internazionale? Quali
le sue potenzialità, non solo dal punto di vista economico, ma
anche nella capacità di proporsi come modello di modernità?
Queste e molte altre domande ci siamo posti e crediamo si pone ogni persona
che ha a cuore i destini della nostra società o che solamente vorrebbe
sapere, senza dover interrogare le maghe e gli stregoni che imperversano
nei programmi delle televisioni private, cosa gli proporrà il futuro
più prossimo e più in là cosa aspetta alle giovani
generazioni.
E’ certo che uno studio attento, anno per anno, delle pubblicazioni specializzate,
tanto dell’ISTAT quanto del CENSIS o di altri istituti di ricerca, ci
aiuterebbe a fornire alcune risposte importanti.
Ma, pur senza nessuna pretesa di completezza, noi, che non siamo addetti
ai lavori, abbiamo voluto provare a guardare il decennio trascorso nel
suo insieme, ed anche un pò più indietro, per buttare giù
uno schizzo del paese in cui ci troviamo a vivere.
Naturalmente per farlo ci siamo serviti soprattutto dei dati ISTAT, e
della loro elaborazione fatta dal CENSIS, insieme ad altre fonti che di
volta in volta erano in grado di fornirci nuovi dati dei singoli settori
di analisi (come ad esempio la Banca d’Italia, il CNEL, l’ISFOL, la Confcommercio,
etc).
Il lavoro che vi presentiamo è diviso in due parti, come indicato
nell’indice allegato.
Nella prima parte abbiamo deciso di scandagliare alcune caratteristiche
principali della società così come vengono proposte e settorializzate
dagli istituti di ricerca summenzionati, mentre la seconda, ancora in
fieri, intenderebbe occuparsi dei fattori definiti strutturali quali
i parametri economici classici, la composizione delle forze di lavoro,
ed un identikit delle piccole, medie e grandi imprese italiane.
Tale scelta nell’ordine di presentazione dei dati nasce dal bisogno di
delineare i connotati antropologici e culturali di una società
che ci appare profondamente trasformata, in cui, come ben ravvisato nel
rapporto Censis 1999, è diminuita la voglia di "mangiare il futuro"
e si registra un grande "deresponsabilizzazione verso ogni futuro che
non sia puramente individuale". La diagnosi tracciata parla anche di una
società molecolare, che non fa più "retrospezione del passato,
interpretazione del presente ed esplorazione del futuro", afflitta da
una importante crisi di sovranità, a tutti i livelli.
Una società che, ancorché fortemente segnata dalle ormai
tradizionali disparità e disuguaglianze sociali, ci appare, nel
suo contraddittorio processo di modernizzazione, vivere uno squilibrio
nell’essere una società opulenta contrassegnata da una sostanziale
arretratezza delle sue strutture socioculturali.
Noi pensiamo che il guardare insieme le trasformazioni materiali e non,
che hanno cambiato il nostro "habitat" sociale, possa già costituire
un’occasione per riassumerci la responsabilità di interpretare
il nostro tempo, e immaginare un futuro desiderabile , un futuro che veda
più sovrani noi e quelli che verranno.
Il Circolo Culturale Montesacro
In particolare fanno parte del gruppo
che cura le sezioni del presente lavoro: Bruna Alessandroni, Marina Di
Vetta, Francesca Mariani, Alba Nitti, Paolo Andruccioli, Massimo Petrucci,
Fabio Protano, Fabio Tarallo.
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